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Petrolio / Pensiero geo-logico

Petrolio / Pensiero geo-logico

Pensiero geo-logico intende aprire orizzonti finalizzati a rimodulare il pensare e l’agire nel rapporto uomo-terra attraverso laboratori attivi sulle questioni dell’Antropocene. L’esercizio militante del pensiero, l’indagine di concetti e immagini e delle loro relazioni, la codifica e la decodifica delle impalcature del culturale sono la metodologia che Basilicata 1799 utilizza per costruire e animare scene in cui avvengono azioni di emblematica pregnanza: la cultura e la filosofia concedono di intervenire, tramite un’elevatissima concezione del senso dello spettacolare, nelle aree del simbolico, dell’immaginario e del reale con puntualità ed efficacia, contribuendo a far sorgere un sentimento civile e condiviso intorno a luoghi ed eventi.

Pensiero geo-logico si occupa espressamente di presidiare un’area della speculazione che consenta di coinvolgere il pubblico sulle questioni rilevanti che emergono nel dibattito filosofico e scientifico internazionale intorno alle epocali mutazioni dei rapporti – talvolta di forza – che si intrattengono tra umano e naturale. Crea sottotesti e ipertesti intorno alle drammaturgie, le attiva e le propaga nel dibattito pubblico e nella consapevolezza di ognuno. Mira a favorire, inoltre, prassi basate sulla conoscenza e il rispetto della complessità della natura, la realizzazione di luoghi-giardino in cui gli esseri umani entrano in empatia con il mondo vegetale senza la pretesa di un “giardiniere dispotico” e la creazione di performance che relazionino la sensibilità umana con gli altri esseri della natura.

appuntamenti

Giardino migrante è un workshop articolato in due fasi – progettuale e pratica, tra giugno e settembre 2019 – finalizzato alla realizzazione di un giardino mediterraneo nel Campus dell’Università degli studi di Basilicata a Matera.

Con il contributo di Emanuele Coccia, uno tra i filosofi più importanti del momento, si aprono nuovi interrogativi sul modo in cui l’essere umano debba pensarsi e collocarsi nel mondo, una volta presa coscienza, come la realtà ci rivela giorno per giorno, dei limiti del rapporto tra uomo e natura per come impostato e consumato fino al giorno d’oggi.

Marcello Di Paola conduce un'attenta ricerca sulle questioni ambientali che lo porta dentro la discussione sull’Antropocene: con Gianfranco Pellegrino ha scritto Nell’Antropocene. Etica e Politica alla fine di un mondo, edito da DeriveApprodi per la collana Habitus.

Gli esseri umani sono diventati ormai una forza della natura – letteralmente: una forza capace di alterare il corso del mondo. L’impatto umano sulla natura non umana ha raggiunto livelli senza precedenti: il cambiamento del clima ha innescato una catena di effetti che muteranno il volto del mondo, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di molte specie animali ed ecosistemi, e forse anche quella della specie umana.